Il Palio e' un lungo urlo.
Mio, pero'. Probabilmente
urla anche la Piazza, ma
questo non te lo so dire.
da Tutti i Colori del Palio
(Gentes, 2004).
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ultimo aggiornamento: 03/02/06
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Speciale Palio da La Nazione (in pdf):
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| «Quel barbero ha un cervello... umano» | |
| di KATIUSCIA VASELLI «UN SOLO COMMENTO: stavolta faccio per Gigi e basta! Anzi, se non vince lo massacro!». E’ un divertimento sentirsi dire da Massimo Coghe una frase del genere, quando si conoscono bene i rapporti tra i due fantini. Stavolta Massimino vedrà andare al Palio il suo Già del Menhir con Trecciolino e quando gli si chiede se mai ci fosse stata un’accoppiata migliore risponde deciso: «No. Credo che questa sia la soluzione ideale e soprattutto credo non sia arrivata a caso. Confermo che Già del Menhir è un cavallo con un grande cervello e forse qualcosa di più. Dalle notizie che mi arrivano dalla stalla di Camollia so che anche stanotte si è comportato benissimo quindi, arrivati a questo punto, mi tolgo anche gli ultimissimi dubbi che potevano essermi rimasti in merito sul fatto che avesse un cervello animale e ho cambiato idea: Già del Menhir ha un cervello quasi umano». Massimino sembra estremamente emozionato, ora che si trova dalla parte di qua a vivere il Palio, da allenatore: «Sono molto emozionato, è vero, tutti avranno notato che questo non è un cavallo comune e ancora meno comune per la nostra famiglia». Chissà, magari sarà possibile, in caso di vittoria dell’Istrice vedere una foto con l’abbraccio storico tra Massimino e Trecciolino? «Questa è un po’ troppo grossa – risponde con la solita ironia tipica dei fantini vecchio stampo – a sputare sopra la propria dignità si può arrivare solo fino a un certo punto!» |
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| Aquila in evidenza Ottimo ‘scatto’ di Paride De Mauro | ||
| — SIENA — IL TUFO E’ OK. Questa la notizia migliore all’alba di ieri, dopo che i timori sulle condizioni della pista avevano accompagnato l’intera nottata. In effetti, dopo l’acquazzone di lunedì pomeriggio e l’annullamento della terza prova, il tufo era in condizioni a dir poco pietose, tanto soffice da far temere l’impossibilità di fare anche la quarta. Invece è bastato il primo sole e il lavoro degli esperti per rimettere le cose a posto. Così ieri mattina si è potuta disputare la quarta prova, nella quale il mossiere Guglielmi ha chiamato le dieci contrade nell’ordine inverso rispetto a quello di assegnazione dei cavalli. Quindi: Valdimontone (Iolao e Alessio Migheli), Bruco (Estremo Oriente e Giovanni Atzeni detto Tittia), Giraffa (Gezabele e Luca Minisini detto Dè), Aquila (Giordhan e Paride De Mauro), Pantera (Indira Bella e Andrea Mari detto Brio), Torre (Elfo di Moltalbo e Alberto Ricceri detto Salasso), Nicchio (Giove Deus e Virginio Zedde detto Lo Zedde), Selva (Choci e Antonio Villella detto Sgaibarre), Istrice (Già del Menhir e Luigi Bruschelli detto Trecciolino) e di rincorsa Leocorno (Iada e Jonatan Bartoletti detto Scompiglio). NON SONO mancati i soliti problemi tra i canapi e la cosa diventa senza dubbio preoccupate in vista della carriera di stasera. Difficile trovare l’allineamento e movimento continuo, in particolare della Pantera che ha provato a cercare posto prima al centro dello schieramento, quindi in basso e in alto ma l’agitazione di Indira Bella ha creato non pochi problemi. Poi Andrea Mari ha portato il cavallo nella posizione corretta e subito Scompiglio ha dato la rincorsa. L’Aquila è stata la più veloce di tutti nello scattare in testa e Paride De Mauro ha condotto bene Giordhan per tre giri, aggiudicandosi la prova. |
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| Carriera-rebus: un favoritotante possibili sorprese | |
| Già del Menhir ha grandi potenzialità, rimaste ‘nascoste’ durantele prove. Degli altri non si conosce l’esatto valore | |
| di PAOLO BROGI — SIENA — GIÀ DEL MENHIR, chi meglio di lui? Cavallo potenzialmente eccellente, affidato al fantino più bravo e vincente in una contrada dalle enormi risorse economiche. Se il Palio dovesse seguire una strada lineare, magari aiutato da un pizzico di buona sorte (Camollia non di rincorsa) il barbero esordiente allenato da Massimo Coghe ha smisurate chance di tagliare per primo il terzo bandierino. Ma... perché c’è sempre un ‘ma’, vogliamo capire come mai in tutte queste prove Trecciolino non abbia mai provato con decisione (a parte il mezzo giro di ieri sera) un cavallo che bene o male è al primo Palio. Una sicurezza che potrebbe essere controproduttiva, anche se chi monta non ha certo bisogno dei nostri consigli. Dopo aver parlato del super favorito trattiamo gli altri nove del lotto. UN’ALTRO esordiente che può fare il botto è senza dubbio quello del Nicchio (Giove Deus). L’esperienza de Lo Zedde unita alle proprietà di un barbero che in provincia ha vinto a raffica qualificano la contrada dei Pispini come avversaria più pericolosa dell’Istrice. Giovani, entusiasti e affiatati. Questa la ricetta del Valdimontone, deciso a puntare su cavallo (Iolao) e fantino (Migheli) esordienti ma abituati a lavorare insieme giorno dopo giorno. Siamo qui nel campo delle sorprese ma nel Palio vale da regola di 007: ‘mai dire mai’. Choci è l’unico barbero del lotto che ha già vinto il Palio e l’accoppiata con Sgaibarre potrebbe rivelarsi efficace. Il cavallo non è un partente ma il fantino è abituato a cercare traiettorie impossibili e magari agire con quella rimonta che ha significato l’unico trionfo sul tufo. Staremo a vedere. HA ESPERIENZA il barbero della Torre Elfo di Montalbo e può contare sul ‘manico’ di un Ricceri determinato che aspira a una carriera da protagonista. Un posto basso alla mossa e una buona partenza potrebbero consentire all’accoppiata di Salicotto di sorprendere gli avversari, anche quelli maggiormente quotati. Nel primo Palio (agosto 2007) Estremo Oriente venne scelto da Trecciolino anche se le cose non andarono bene. Dopo mesi di lavoro è arrivato il momento della seconda chance e stavolta sarà Giovanni Atzeni detto Titta a dover interpretare un cavallo con buone potenzialità. L’ALTRO ESORDIENTE di questo luglio 2008, Paride De Mauro, dovrà sfruttare al meglio le potenzialità di Giordhan, soggetto che ha dimostrato un buon spunto in partenza. Il primo obiettivo è metterlo, quando stasera il mossiere Guglielmi abbasserà il canape, davanti a tutti. Lì potrebbe nascere un Palio interessante per la condrada del Casato. ATTENZIONE PERO’ a dimenticare la Giraffa. Il pizzico di esperienza di Gesabele, a braccetto con le capacità indiscutibili di Luca Minisini, fantino ‘affamato’ che vuole assolutamente tornare ai trionfi di un tempo possono mettere le ali alla contrada di capitan Neri, magari ‘completando’ la splendida corsa dell’anno scorso quando il giubbetto di via delle Vergini si piazzò subito dietro al Leocorno di Brento e Scompiglio. RESTANDO in Pantaneto c’è da capire come Jonatn Bartoletti interpreterà Iada, barbero alla prima esperienza che è bene non sottovalutare per quanto visto in questi giorni. Diverso il discorso che si può fare per Indira Bella (Pantera). Andrea Mari ci sta lavorando fin dalla prima prova con il massimo impegno ma il rapporto con il canape è conflittuale. Magari di rincorsa... RICAPITOLANDO: Istrice su tutti, un po’ indietro il Nicchio e poi altre otto, ciascuna con le proprie carte da giocare. Un bel rebus. |
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| Salgono le quotazioni di Pantaneto | |
| — SIENA — STATE ATTENTI al Leocorno. Potrebbe essere questo il messaggio lanciato dalla prova generale di ieri sera, dove l’accoppiata Scompiglio-Iada ha dato una nuovo dimostrazione di potenza. Buona la partenza e buono anche lo spunto successivo che ha consentito a Pantaneto di aggiudicarsi la prova. Ma andiamo con ordine: dopo la spettacolare esibizione dei carabinieri a cavallo il mossiere Guglielmi ha chiamato le contrade secondo l’ordine di orecchio. Subito un’altra dimostrazione del tipo di mossa a cui andiamo incontro questa sera. Confusione all’interno dei canapi, ordine quasi impossibile da trovare e in particolare da sottolineare il rapporto difficile tra Indira Bella, il cavallo della Pantera, e il canape. Nonostante i tentativi generosi e insistiti di Andrea Mari niente da fare. Dopo qualche minuto di attesa la mossa valida, con Nicchio, Valdimontone e Leocorno, dall’alto verso il basso, aperti a ventaglio all’altezza di Fontegaia. Uno spunto in parte bissato dall’Istrice, con Trecciolino che ha provato senza forzare il primo San Martino, portandosi in testa e anche il successivo Casato, richiamando però subito dopo Già del Menhir. Poi all’inizio del secondo giro il solito Leocorno, che si portava in testa e completava i tre giri a buon ritmo. Stasera si fa sul serio. Paolo Brogi |
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| di LAURA VALDESI SCOMPIGLIO (Leocorno) 28 anni, un Palio corso, uno vinto. La sapete l’ultima? In televisione ieri hanno detto che i tratti guerrieri della Vergine di Provenzano dipinta da Camilla Adami nel Palio evocano quelli del fantino. Scherzi a parte, se centrasse questa Carriera Bartoletti verrebbe catapultato nell’olimpo. Ma in Pantaneto abbassano i toni: ’fantasie’, dicono. Iada è l’ultimo cavallo inserito nel lotto. Vero. Ma come scordare il suo tempo da record in batteria? Soprattutto, come dimenticare la voglia di confermarsi e la forma fisica di Scompiglio? Il pistoiese un obbligo ce l’ha: fare un bel Palio. Magari giocando nascosto, con un cavallo... pardon, una cavalla «mascherata». SGAIBARRE (Selva) 32 anni, 1 Palii corsi (uno non partì per infortunio al cavallo), 1 vinto. Accomunati da un insolito destino: Choci e il fantino devono confermarsi. Il primo perché comincia già ad essere avanti con l’età, il secondo per il fatto che le Carriere sono ormai diverse e il successo lontano 5 anni. Il cavallo era desiderato, quasi «chiamato» da Vallepiatta che con gli esperti e affidabili ci sa fare il Palio. Il fantino è stato rigenerato nell’inverno con una cura a base di tranquillità, amicizia e «nerbate» verbali, se necessario. La catarsi potrebbe vedersi il 2 luglio. BRIO (Pantera) 29 anni, 11 Palii corsi, 1 vinto. Mirabella: 2 luglio 1971. Vinse con Canapino. Indira bella: la cavallina montata dal fantino della Contrada ha un nome che evoca ricordi piacevoli in Stalloreggi. Anche 37 anni fa c’era l’Aquila in Piazza. Il sogno sfiora sicuramente la mente dei panterini ma il quadro è complesso, la mezzosangue un’esordiente che la stalla e Brio stanno cercando di accompagnare nei quattro giorni. Ha un bello spunto, si dice soprattutto un bel terzo giro. Cosa che con la rivale sul tufo non guasta mai: vedi luglio 2006. Un’incognita stimolante. DÈ (Giraffa) 31 anni, 16 Palii corsi, 3 vinti Da due anni è legato a via delle Vergini, nel 2007 sfiorò la vittoria. Ora riprova a centrarla. La Contrada gli è vicina come una famiglia, la dirigenza lo considera un figlio da mettere nelle migliori condizioni affinché si realizzi. Il quarto successo, a lungo inseguito dopo il 2002, potrebbe regalarglielo una cavallina un po’ bistrattata nel borsino primaverile ma che quando va giù il canape sembra caricata a molla. Il livornese fa per sè, ha dichiarato. E per la Giraffa. Quanto a Gezabele sembra vanti uno scatto ancora più bruciante dell’esclusa Fedora. TRECCIOLINO (Istrice) 39 anni, 32 Palii corsi, 10 vinti. «Sono in forma», ha confermato rompendo il silenzio domenica. Non c’era bisogno lo dicesse. Si vede. E basta guardarlo dritto negli occhi per capire che non intende lasciarsi sfuggire l’11esimo successo. Già del Menhir è un cavallo speciale, potrebbe diventare per Gigi il nuovo Berio. Adatto a lui: intelligente e maneggevole. Potente. Come la Contrada che lo supporta in una costruzione di Palio che parte da lontano e ha dell’imponente. Classe e mestiere finora al canape si sono visti. Non resta, ha dichiarato il capitano Andrea Franchi, che la ciliegina sulla torta. Un calcio di rigore come quello di Fabio Grosso ai Mondiali. SALASSO (Torre) 32 anni, 11 Palii corsi, 2 vinti Ha stregato tutti nella Torre con il suo modo dolce di trattare i cavalli. Di dialogare con loro. La mattina fanno la fila per vederlo nella stalla. Elfo di Montalbo, poi, lo stava seguendo da tempo. Con interesse. Lavora tranquillo e gode della fiducia della dirigenza: gli basta per dare il meglio. Al canape l’ha tenuto fermo, il motore è una sua dote. La capitana l’ha detto: non abbiamo nulla da perdere. Musica per le orecchie di uno come Salasso. DE MAURO (Aquila) 34 anni, nessun Palio corso Un’occasione unica. Che può aprirgli un futuro in Piazza insieme a Giordhan, il sauro di Salasso che appare maturato. Ma il suo debutto è anche un’arma a doppio taglio perché sul tufo c’è anche la rivale dei Quattro Cantoni: non deve sbagliare. Visto che tenacia e cuore sono le sue doti è tempo di metterle a frutto. MIGHELI (Valdimontone) 24 anni, nessun Palio corso. «Pronto a indossare qualsiasi giubbetto pur di debuttare», diceva in inverno. La primavera è stata dura: tantissime corse, tanto impegno. Una sfilza di cadute e infortuni, comunque non gravi, anche di successi. Quando tutto sembrava perso, dopo il 29, è arrivata la chiamata. «Presente», ha risposto anche perché conosce il motore di Iolao. Timido, vero, ma a cavallo è più sfrontato. Essendo nato sulle lastre avverte forte il peso di un giubbetto. Di una Contrada che ha voglia di tornare a brillare. In fondo, anche Il Pesse vinse il Palio all’esordio. TITTIA (Bruco) 23 anni, 9 Palii corsi, 1 vinto Papà Tittia è al settimo cielo. Se a qualcuno fosse venuto in mente che la nascita di Mattia l’ha demotivato ha sbagliato indirizzo. Per uno che crede ancora nei valori della famiglia come questo fantino, poter dedicare a quel figlio dal ciuffo nero un Palio sarebbe un sogno. Al via si è sempre fatto trovare pronto. LO ZEDDE (Nicchio) 31 anni, 4 Palii corsi, nessuno vinto Quando lunedì sera ha visto quel calore, quell’atmosfera così speciale con i ragazzi dei Pispini che cantavano Virginio c’ha messo un attimo a calarsi nel clima, esuberante e comunicativo com’è. Però gli si legge sul volto la serietà dell’impegno che ha assunto. Giove deus è un buon cavallo anche se esordiente, lui un fantino con tanta tecnica: intrigante. |
| Guglielmi: «Quando vogliono il posto riescono a trovarlo» | |
| Il mossiere fa i complimenti anche ai fantini giovanissimi | |
| di KATIUSCIA VASELLI E’ IL GRANDE GIORNO. Per le contrade, per i fantini ma anche per il mossiere. Nona presenza sul Verrocchio per il marchese Giorgio Guglielmi di Vulci, ritenuto uno dei migliori mossieri degli ultimi tempi. Guglielmi, che mossa si aspetta per il Palio, vista la situazione tra i canapi durante le prove? «Non vedo particolari problemi tra i canapi, anzi credo che se la situazione va avanti così tutto procederà al meglio anche per il Palio. Naturalmente va tenuto conto che in quell’occasione l’emotività e la tensione sono forti, non dimentichiamoci che sono fattori determinanti». Durante le prove si è verificata comunque un po’ di agitazione al canape. Questo un po’ la preoccupa? «Qualcuno un pochino si agita è vero ma a me, per dirla tutta, sembra più una situazione legata alla gestione da parte dei fantini. Lo dimostra il fatto che poi alla fine e quando vogliono il posto lo trovano. Anche stamattina (ieri, ndr) ho aspettato la situazione migliore e ho voluto evitare l’eccesso di richiamare i fantini anche se alcuni erano fuori posto. Anche la Pantera era dietro ma non credo dipenda dal carattere del cavallo, casomai dal nervosismo dell’inesperienza. Per la ricerca della perfezione si aspetta il Palio». Dalla chiacchiere che si sente in giro, anche da parte dei capitani, c’è in effetti questo auspicio per una mossa dall’allineamento perfetto, dovuta al fatto che durante le prove c’è troppo movimento tra i canapi... «In linea di massima mi sembra che tutto vada bene, credo che anche le preoccupazioni dei dirigenti siano dettate dall’emozione di questi giorni. Io non vedo tutta questa confusione». Nove volte sul tufo. Trova delle differenze dal suo primo Palio ad oggi? «Sicuramente trovo nettamente migliorati i cavalli, merito della modalità di scelta e della preparazione. Poi il nervosismo del momento, il calcio, via può succedere. Non sono oggetti e il Palio è Palio». E i fantini? Ne sono cambiati diversi dalla sua prima volta sul Verrocchio... «Ah... loro sono sempre gli stessi. Certo che l’esperienza si vede, tra i canapi c’è anche una migliore capacità di interpretazione m,a devo dire che trovo molto in gamba anche i giovanissimi. Direi che al momento tutto procede al meglio». |
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<<A metà di un settembre capitiamo a Siena; lo strano è che tutti gli alberghi espongono grandi cartelli che recitano <<tutto esaurito, è inutile che entriate a chiedere per farci perdere tempo>>.
Strano davvero, che ci sarà mai a Siena a metà di settembre?.
Uso allora un sistema che, in casi simili, ha sempre funzionato. Consulto le mie guide e individuo l'albergo più costoso della citta: lì troverò certamente una camera per una notte. Ma anche quello espone lo stesso cartello. Non mi scoraggio così facilmente ed entro; al ricevimento l'addetto sta parlando al telefono: <<capisco signore, cause di forza maggiore, mi dispiace signore>>. Quando riattacca chiedo candidamente una doppia per alcune notti. Mi guarda quasi con odio, come solo un senese può fare, poi risponde che la camera c'è, che proprio in quell'istante ha ricevuto una disdetta. Gli leggo negli occhi che se potesse la camera non me la darebbe perchè una fortuna così schifosa non è lecita, non c'è un posto letto nel raggio di cento chilometri. Ma va realmente su tutte le furie quando gli chiedo il perchè.>>
Letto in “Il Palio di Siena 17 settembre 1972”, testo e foto di Lanfranco Orsatti.