Il Palio e' un lungo urlo. Mio, pero'. Probabilmente urla anche la Piazza, ma questo non te lo so dire. da Tutti i Colori del Palio (Gentes, 2004). Profilo blog - Home archivio
Trecciolino chiama Tartuca Scompiglio è il vero ‘jolly’
di KATIUSCIA VASELLI
FINALMENTE è Palio, oggi si definisce completamente il quadro delle dieci al canape, quando la sorte avrà assegnato i cavalli e i telefoni di capitani e fantini avranno già superato il picco di utilizzo. Ma inizierà anche una «roulette russa» per i fantini: qualcuno resterà a piedi, giocoforza, questione di numeri. Appena la lista dei dieci cavalli sarà pronta i contradaioli potranno sapere se si va verso la bella paliata o la corsa, nel frattempo le monte potrebbero iniziare a girare scombinando tutto ciò che è stato detto finora.
Ad oggi comunque restano dei punti fermi. Con piccole novità.
Ricominciamo: l’Aquila parte da Tiburzi con grandi speranze di poter arrivare alla chiamata di Valiano in caso di cavallo gradito a Trecciolino.
Ma Gigi Bruschelli ha in mente anche altro, prima di tutto la Tartuca. La contrada di Castelvecchio ha in questo Palio una situazione tranquilla: recente l’ultima vittoria, così che il Palio verr à affrontato con estrema tranquillità e con grande probabilità sarà Trecciolino ad indossare il giubbetto della Tartuca. L’alternativa è Bighino oppure, chissà, magari girando le monte, anche Virginio Zedde. Che, ci dispiace dirlo, stando alle chiacchiere sembra quello più indicato come la vittima di questa roulette russa anche se alla fine ha fatto ben poco di diverso rispetto ad altri colleghi, a luglio.
Non entriamo però nel merito di strategie spesso incomprensibili: c’è da arrivare a dieci per chiudere l’ennesimo cerchio del «toto-monte». Ripartiamo dalla Torre. Domenica abbiamo scritto che Silvano Mulas, il giovane fantino sorvegliato speciale dell’Istrice, avrebbe potuto fare almeno una prima prova nella Torre. Se ne parla molto ed oggi tutto sembra confermato, con monta successiva di Salasso: una prima prova a significare che il feeling tra la Torre, il fantino della Chiocciola e l’Istrice - Bruschelli potrebbe durare almeno fino alla prima prova.
Avevamo già detto anche dell’eventualità Scompiglio nel Nicchio, ipotesi che resta ma, secondo noi, e anche questo lo avevamo già messo in conto, Jonatan Bartoletti sarà sempre pronto a preferire su tutti il Drago. Così che il Nicchio potrebbe optare per Bighino e.. questa è fresca... per Tiburzi. C’è poi la Pantera con Brio piuttosto fermo a meno che i cavalli non vadano in modo da portare via Andrea Mari da Stalloreggi. Allora potrebbe arrivare Lo Zedde, o qualche singolare ritorno? Attraente per Scompiglio anche la Selva che oltre al «suo» Sgaibarre potrebbe montare Bartoletti, mentre sembra fermo Tittìa nell’Oca, così come Gingillo nel Bruco.
Lavora silenziosa e «al coperto» la dirigenza del Drago, tra Minisini e Fais. La stessa cosa fa il Valdimontone: i due fantini sarebbero «scambiabili».
di CATERINA FERRINI «L’HO DETTO e lo ripeto: il Bruschelli non vincerà questo Palio». Il profeta e autore delle precedenti parole, inutile dirlo, è Bastiano. Lo troviamo come sempre fuori dall’entrone a scherzare e parlare di Palio. L’annuncio della sua profezia, che per la verità non è l’unica, l’aveva fatto durante i giorni di previsita. A questa si aggiunge la sua convinzione che Bighino non rimarrà a piedi. Una possibile correlazione? A domande del genere Bastiano non risponde, e si tiene sul vago.
Per quale motivo Trecciolino non dovrebbe vincere il prossimo Palio, o nel mentre hai cambiato idea?
«Non è cambiato niente, il motivo c’è ed è legato a una questione di percentuali, ha vinto una marea di volte, ma fare cappotto è veramente difficile(difficile ma possibile, in effetti Trecciolino ha già fatto cappotto nel 2005 insieme a Berio. Di luglio nel Bruco, d’agosto nella Torre, ndr). Lo ripeto questo Palio lo vincerà un altro. Chi? Lo dirò presto».
Hai visto qualcosa di interessante nelle prove di notte?
«Ho visto che diversi fantini hanno impegnato seriamente i loro cavalli. Segno che vogliono farli arrivare perlomeno alla Tratta».
Cosa pensi del tufo?
«Che non ha retto, ma il problema non è la terra. I cavalli sono troppi: 70 soggetti sollecitati molto forte non sono sostenibili».
Sei dell’idea che sarebbe meglio dividere le prove in due giorni?
«No, secondo me la miglior cosa sarebbe che i cavalli che corrono di luglio venissero tenuti a casa d’agosto. In questa maniera il tufo reggerebbe di più e le opportunità di correre meglio ripartite».
Se Già del Menhir verrà inserito nel lotto, sarà il cavallo da battere?
«Io penso che in realtà ci siano cavalli più forti, ma non dico quali».
di LAURA VALDESI
LA FESTA È INIZIATA davvero. Le prove all’alba sono il battesimo di fuoco per l’amministrazione e il sindacoMaurizio Cenni, accanto a Susanna Fratiglioni, dà un’occhiata ai cavalli della prima batteria che potrebbe quasi essere da Palio. Al di là delle questioni tecniche, quella della sicurezza sembra rivestire in questo momento notevole importanza.
Prima dell’incontro in prefettura dove è stata ribadita la linea delle multe a chi scende in pista prima dello scoppio del mortaretto, gli incontri con le tre coppie di avversarie: qualche raccomandazione particolare, soprattutto relativamente al momento dell’assegnazione?
«Che le dirigenze siano presenti in quel momento per evitare possibili rischi di contatto e soprattutto fare in modo che i contradaioli non occupino lo spazio riservato per l’assegnazione dei barberi perché questo rende anche più complicata la gestione delle fasi dell’assegnazione stessa. Negli ultimi Palii c’è stata una discreta autoregolamentazione però a maggior ragione quando abbiamo sei rivali in campo è opportuno che la zona resti libera: non è riservata ai contradaioli ».
Nessun’altra indicazione, magari sotto il profilo organizzativo?
«No, le dirigenze lo concordano già prima e lo comunicano, a partire dall’arrivo in Piazza magari».
Si parla tanto di un Palio Straordinario nel 2009 o nel 2010.
«Feci presente tempo fa che c’è forse una delle ricorrenze più importanti della città relativa ai 700 anni della volgarizzazione del Costituto, primo esempio nella storia di una pubblicizzazone di norme regolamentari, molto approfondite, sugli aspetti amministrativi di Siena. Si svolgeranno celebrazioni, un convegno di livello internazionale. Insomma una data importante. Esistono poi, sempre fra il 2009 e il 2010, altre ricorrenze ma io avevo segnalato questa. Da parte dell’amministrazione non ci sono dunque motivi ostativi allo Straordinario, fermo restando che non se ne può indire uno così, tanto per farlo. Altre ricorrenze possono magari essere ricordate tramite le dediche dei Drappelloni».
Veniamo ad oggi: l’antidoping?
«Si sta standardizzando la capacità da parte di proprietari e allevatori di comprendere il meccanismo. I risultati sembrano positivi. Auspico comunque anche un maggior controllo da parte dei proprietari nei confronti degli allenatori perché la responsabilità oggettiva e diretta è del primo che deve controllare che tutta la filiera sia a posto».
Il tufo: è sembrato reggere meglio: qualche accorgimento particolare?
«Abbiamo anticipato di un giorno ma nulla è cambiato».