Il Palio e' un lungo urlo.
Mio, pero'. Probabilmente
urla anche la Piazza, ma
questo non te lo so dire.
da Tutti i Colori del Palio
(Gentes, 2004).
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ultimo aggiornamento: 03/02/06
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Due censure alla Torre, una a Oca e Drago. Per l'Aquila censura anzichè deplorazione
La Giunta del Comune di Siena si è riunita martedì 31 ottobre 2006, ai sensi del regolamento del Palio per esaminare le proposte di sanzione presentate dall'assessore delegato alla giustizia paliesca Fabio Minuti e le relative memorie difensive, presentate dalla Contrada del Drago, dalla Nobile Contrada dell'Aquila e dalla Contrada della Torre.
La Giunta, dopo aver analizzato atti e filmati, ha deliberato la conferma delle proposte di sanzione, relative al Palio del 2 luglio 2006, nei confronti della Contrada della Torre (due censure), della Nobile Contrada dell'Oca (una censura) e della Contrada del Drago (una censura). Nei confronti della Nobile Contrada dell'Aquila, analizzate le memorie difensive, la Giunta ha deliberato la punizione della “censura” anziché quella della “deplorazione”.
Palio di luglio 2006, le proposte di sanzione dell’assessore delegato
Due censure per la contrada della Torre, una censura per Oca e Drago, una deplorazione per l’Aquila
La terra in Piazza symbolizes competition and celebration, di David Kootnikoff, su OhMyNews.
<< LE TRESCHE. La sera del 2 luglio scorso l'architetto Orlandini, priore dell'Aquila ed ex assessore al Comune, arriva nella contrada Bruco, da poche ore vittorioso. Sale le scale e incontra il presidente del Monte dei Paschi, Pierluigi Fabrizi, con il fazzoletto al collo e un piccolo ciuccio in tasca, acquistato per festeggiare il Palio appena conquistato da Trecciolino, al secolo Gigi Bruschelli, con il baio Berio. Basta uno sguardo per intendersi: «Pierluigi tu lo sai, il Palio è l'unico gioco al mondo a pagare. Il bello è pagare, non incassare». I conti si saldano fino all'ultima lira entro la mezzanotte del giorno della corsa. Traditi e traditori. Nessun pezzo di carta, basta la parola. Strette di mano, accordi telefonici. Tra fantini occhiate, segni convenzionali, mezze frasi smozzicate. Si paga tutto. Al Palio su certe, poche, regole non si sgarra. Assegni firmati uno dopo l'altro nel cuore della notte. Il babbo Monte garantisce con un fido. La contrada vittoriosa ripaga, autotassandosi, la banca in comode rate. Il tesoriere raccoglie e mette a disposizione del capitano.
Soldi, tanti soldi. Al Palio si cerca di comprare tutto e tutti, ben sapendo che gli altri fanno lo stesso e che qualsiasi accordo può durare il tempo di voltare l'angolo. Anche con il mossiere, in genere un ufficiale in pensione o un ex campione olimpico. Irreprensibili. Almeno fino a quando non arrivano a Siena. Le diplomazie lavorano tutto l'anno, ma nei 4 giorni della festa il castello di carta moneta può crollare da un momento all'altro. Anche perché il gioco lo fanno i fantini. A loro la fetta grossa. A loro, pinocchi in carne e ossa, va in mano la maggior parte del tesoro da spendere in quei pochi interminabili minuti che precedono la mossa. Amati e odiati e poi amati ancora, e poi odiati per esser perdonati.>>