Il Palio e' un lungo urlo.
Mio, pero'. Probabilmente
urla anche la Piazza, ma
questo non te lo so dire.
da Tutti i Colori del Palio
(Gentes, 2004).
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ultimo aggiornamento: 03/02/06
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Si ricorda oggi Santa Caterina da Siena, co-patrona d'Italia.
Si tratta di una serie di immagini che a rotazione vengono visualizzate nella colonna di sinistra, è un servizio offerto da Flickr.com che i visitatori del blog già conoscono per precedenti segnalazioni di foto.
<<La ventesima edizione del Palio di Sant’Anselmo, a Bomarzo, è andata al rione Madonna del Piano, che si è aggiudicato la corsa con il fantino Ballestreros, che montava il cavallo Fujan de Ozieri.
La sfida finale è avvenuta tra il vincitore e il cavallo del rione Dentro, Furiosu di Gallura, col fantino Columbu.
All’inizio della corsa è caduto il cavallo del rione Borgo, che è stato trasferito alla clinica veterinaria di Perugia.
In duomo, successivamente, il priore Maurizio Risca, del rione vincitore, ha esternato i ringraziamenti a tutti i presenti.
Ospite d’onore alla manifestazione il mitico Aceto, che ha assistito alla gara con attenzione.
“Sono molto soddisfatto – ha commentato il sindaco di Bomarzo, Stefano Bonori – la manifestazione è molto seguita e continua a raccogliere numerosi consensi ogni anno sempre di più”.
Alla sfilata del prestigioso corteo storico, erano presenti gli sbandieratori di Piansano e i figuranti del corteo storico di Tarquinia.>>
Viterbo - © tusciaweb.it
Su A.r.e. anche l'intervista al fantino vittorioso e la notizia che le corse odierne a Mociano sono saltate per maltempo.
E' disponibile già da ieri un estratto dal libro “Toscana di festa in festa” di Luciano Artusi ed Enrico Roncaglia per gentile concessione di Polistampa (©). Il Pdf (8 pagine, 1 Mb circa) riguarda naturalmente Siena ed il suo Palio. E' possibile accedere al download anche tramite il link nella colonna di sinistra.
N.B. E' vietata la riproduzione anche parziale, l'estrazione di testo e/o immagini, l'upload su altri siti. Tutti i diritti sono riservati a Polistampa.
<<Dopo tre anni di restauro riapre al pubblico uno dei padiglioni più suggestivi del museo Stibbert
FIRENZE, 21 APRILE 2006 - Pannelli di cuoio alle pareti, dipinti pregiati, una porta-finestra neogotica intagliata, con stemmi che si riferiscono alla storia fiorentina, ma la parte più affascinante della “Sala delle Bandiere”, restituita ora al pubblico dopo un delicato restauro, è il soffitto: tredici ottocentesche bandiere in seta, dipinte a mano che lo coprono interamente e da cui ricadono elegantemente con morbidi drappeggi. 
All’incantevole suggestione che offre il padiglione si unisce la pregevole rilevanza storica e artistica degli antichi vessilli. Sono stati infatti, realizzati nella prima metà del XIX secolo, su una seta di buona consistenza dipinta a mano e riportano una rara e antica iconografia dei simboli delle Contrade senesi.
Le bandiere adornavano il soffitto del padiglione, sostenute da quattro alabarde e unite al centro da una rotella cinquecentesca in acciaio damaschinato. E’ stata proprio questa loro sistemazione originaria a provocare con gli anni profonde lacerature nella seta, causate dai ferri delle alabarde, nonché un evidente deterioramento di alcuni manufatti.
I delicati interventi di restauro, durati circa tre anni, hanno riportato gli storici vessilli alla loro originaria bellezza.
I restauri sono stati possibili grazie al contributo del Comune di Siena e della Fondazione Monte dei Paschi.
Al suo sfarzoso fascino è tornato anche il padiglione del Museo che dai vessilli prende il nome: la “Sala delle Bandiere”. Una delle sale più famose e caratteristiche del percorso museale. Un raro esempio di decorazione a padiglione, ispirata alle tende da campo rinascimentali.
Il recupero del padiglione e delle sete ha cercato di raggiungere un duplice obbiettivo: salvaguardare le preziose bandiere ottocentesche dal definitivo degrado e mantenere pressoché inalterato l’aspetto della sala creata da Stibbert.
La soluzione trovata ha soddisfatto entrambe le esigenze: le bandiere sono state riprodotte su un supporto che rende l’aspetto visivo più simile possibile all’originale e collocate nella loro posizione originaria, mentre gli antichi e originali vessilli sono stati riposti al riparo degli oltraggi del tempo, e saranno affidati in deposito al comune di Siena che li esporrà in un allestimento specificamente a loro destinato.
La suggestiva “Sala delle Bandiere” risale al luglio 1887. Per realizzare il padiglione Frederick Stibbert si avvalse della collaborazione dello stuccatore Michele Piovano e di altri suoi artigiani, utilizzando le antiche bandiere che erano state acquistate nel 1884 da un antiquario fiorentino. Fu lo stesso Stibbert a realizzare il “modello in gesso e disegno della cornice gotica”.
La sala è stata riallestita con gli arredi voluti per essa da Frederick Stibbert, e può oggi essere visitata dal pubblico nella sua foggia originaria, ricca ritratti e mobilia Sei e Settecentesca.
Con le sue spettacolari raccolte di armi, armature e bandiere, il Museo Stibbert di Firenze è oggi uno dei più intriganti musei nazionali.>>